Fabbri & Vecchi HUB

Che cos’è il Fabbri & Vecchi HUB: tre aree, un solo interlocutore

Settembre 7, 2026 · 6 minuti di lettura

Il Fabbri & Vecchi HUB è il modo in cui abbiamo organizzato le competenze che servono a chiudere l’involucro di un edificio: tre aree, un solo interlocutore, un gruppo ristretto di produttori dietro, scelti uno per uno.

Nasce da una cosa che diciamo da sempre. Nella nostra falegnameria di Castenaso progettiamo e produciamo serramenti in legno e legno-alluminio, dal 1951, con macchine e reparto tecnico nostri e oltre 20.000 cantieri alle spalle. Tutto il resto non lo produciamo.

E un edificio non si chiude solo con le finestre. Questo articolo spiega come funziona l’HUB, come scegliamo i produttori e cosa resta in carico a noi in ogni caso.


Il costo non è il prodotto, è il coordinamento

Chi progetta lo sa già. Su una ristrutturazione media le chiusure arrivano da quattro o cinque fornitori diversi: uno per i serramenti, uno per il portoncino, uno per gli oscuranti, un altro per le zanzariere. Ognuno con i suoi tempi di consegna, il suo referente e il suo modo di leggere un rilievo.

Finché fila tutto, il sistema regge. Il problema si presenta al nodo tra serramento e muratura, che è il punto in cui i lavori si incastrano davvero. Se lì qualcosa non torna, ogni fornitore ha una spiegazione ragionevole per cui non è colpa sua: il falso telaio era fuori squadro, la misura è stata presa prima del cappotto, il controtelaio non era quello previsto.

Chi resta col problema in mano è il progettista, o il committente. E il costo non è il pezzo da rifare: è il tempo che si perde a stabilire di chi è la responsabilità.


Le tre aree del Fabbri & Vecchi HUB

L’HUB non è un elenco di fornitori. Sono tre aree di competenza, e per ognuna un produttore di riferimento.

Serramenti e chiusure

Il core storico. Legno e legno-alluminio li produciamo internamente: finestre, portefinestre, alzanti scorrevoli, scuri e persiane. PVC e alluminio li copriamo da oltre vent’anni attraverso produttori partner, quando il progetto li richiede al posto del legno. Nella stessa area rientrano gli oscuranti e le zanzariere, che arrivano da un produttore dedicato.

Sicurezza

Porte blindate e portoncini d’ingresso, con i sistemi di protezione dell’infisso che li accompagnano. È l’area in cui le soluzioni non standard sono la regola più che l’eccezione: luci fuori misura, controtelai esistenti da mantenere, abbinamenti estetici con i serramenti in legno che produciamo noi.

Fabbri & Vecchi Care

La manutenzione programmata a tagliandi sui serramenti, con l’impianto di un tagliando auto: intervento periodico, verbale, certificato. Ogni tagliando estende la garanzia fino a un massimo di dieci anni dalla posa, e si chiude con il rilascio del Certificato di Efficienza.

Vale su legno, PVC e alluminio, anche su serramenti che non abbiamo prodotto noi. È il punto in cui l’HUB smette di essere un’idea di gamma e diventa una responsabilità: mettiamo la nostra firma su un manufatto uscito da un’altra fabbrica.


Come scegliamo un partner

Tre criteri, e nessuno dei tre riguarda il prezzo.

Un ufficio tecnico che risponde al telefono

Sembra banale finché non serve. Quando in cantiere ti trovi un serramento fuori squadro o una ferramenta che non regge, la differenza tra risolverlo in due giorni e risolverlo in due settimane è una persona dall’altra parte che conosce il prodotto e ha l’autorità per decidere. Le aziende che rispondono con un modulo di contatto le abbiamo scartate.

Certificazioni verificabili e continuità

Marcatura CE, norme di riferimento dichiarate, prestazioni misurate e non stimate. E un’azienda che tra dieci anni sia ancora sul mercato, perché quando serve una guarnizione o una cerniera di ricambio il catalogo storico deve essere consultabile da qualcuno. Su una finestra, la garanzia lunga vale quanto vale l’azienda che la firma.

Lo stesso standard che applichiamo a noi

Un esempio concreto: sui serramenti in PVC e alluminio dei nostri partner montiamo la stessa ferramenta che usiamo sui nostri alzanti in legno, testata su cicli di apertura e con cerniere regolabili in altezza, lateralmente e in pressione. Non è una coincidenza commerciale, è il criterio: se una cosa non la metteremmo sul nostro prodotto, non la mettiamo neanche su quello di qualcun altro.

Il risultato è che alcune categorie hanno un solo fornitore invece di tre. Ci costa qualcosa in flessibilità sui prezzi. Ci fa risparmiare parecchio in telefonate.


Cosa resta nostro, in ogni caso

Questa è la parte che conta di più, ed è anche quella che di solito nessuno mette per iscritto.

  • il preventivo lo facciamo noi, su un documento solo, qualunque sia il produttore dietro;
  • il rilievo delle misure lo fa un nostro tecnico, in cantiere, a cappotto finito e non sulle misure di progetto;
  • la posa la fa la nostra squadra, comprese le chiusure che non abbiamo prodotto;
  • il supporto tecnico al progettista — capitolati, trasmittanze Uw e Rw, certificazioni, pratiche — passa dal nostro ufficio;
  • l’assistenza dopo la consegna resta nostra, e con il Care diventa programmata.

Se un oscurante si blocca dopo tre anni, non ti mandiamo il numero del produttore. Il produttore lo chiamiamo noi.

È il motivo per cui la lista dei partner è corta. Garantire il lavoro di qualcun altro ha senso solo se lo conosci abbastanza da sapere come reagisce quando in cantiere qualcosa va storto.


Dove si vede

Da metà settembre lo showroom di Castenaso riapre rinnovato. I prodotti dei nostri partner sono esposti montati, non a campione: si aprono, si chiudono, si misurano. C’è una zona dedicata alle porte blindate e una in cui si sente la differenza acustica tra un vetro e un altro.

Accanto all’esposizione c’è una parte interattiva, pensata per chi progetta: si vede come un serramento sta dentro un cantiere reale, provandolo su misure e materiali diversi prima che entri in produzione.

È il modo più rapido per capire se questo discorso sta in piedi o è soltanto scritto bene.


Conclusione

Un fornitore che dice di fare tutto, tutto lo compra da qualcun altro senza dirlo. Noi produciamo quello che sappiamo produrre, dichiariamo il resto e ci mettiamo il nome sopra lo stesso: è l’unico modo di prendersi la responsabilità di un cantiere intero.

Per chi progetta il vantaggio è concreto: un preventivo, un rilievo, una squadra di posa, un interlocutore tecnico in fase di capitolato e un numero da chiamare fra tre anni. Una voce in meno da coordinare e una responsabilità in meno da rincorrere.

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