Consigli e approfondimenti

Direttiva Case Green e serramenti: cosa cambia per chi progetta a Bologna (2026 → 2050)

Giugno 1, 2026 · 5 minuti di lettura

La classe energetica di una casa non si decide a catalogo: si decide in cantiere. È il punto che la direttiva Case Green rende oggi impossibile da ignorare per chi progetta e ristruttura.

La direttiva europea sull’efficienza energetica degli edifici ha legato il valore di un immobile alla sua classe. Il percorso è scaglionato fino al 2050, con tappe intermedie al 2030 e al 2035 e diverse deroghe, ma la direzione è chiara: una casa in classe alta vale di più e si vende prima, una casa energivora perde appeal.

Per chi progetta questo sposta le priorità del cantiere. Non si tratta più solo di rispettare un capitolato, ma di far guadagnare classi all’edificio nel modo più efficiente possibile. Ed entra in gioco una voce spesso lasciata nell’ombra dietro cappotto e impianti: il serramento.


Il 30% che esce dal foro finestra

Secondo lo Speciale Case Green del Resto del Carlino (26 maggio 2026), finestre e porte mal isolate causano fino al 30% della dispersione termica di un’abitazione. È un ordine di grandezza che chi sta in cantiere conosce: il foro finestra è un ponte termico per definizione, e quando la tenuta è scadente diventa la prima via di fuga del calore d’inverno e di ingresso del caldo d’estate.

Tradotto in termini di progetto, una quota importante del salto di classe passa dagli infissi, spesso con un rapporto tra costo dell’intervento e classi guadagnate migliore di interventi più invasivi. Non sempre, e mai a tavolino: dipende dallo stato di partenza dell’edificio. Ma è una voce da mettere in conto presto, non da trattare come accessorio.


Uw dichiarato e Uw reale: dove la classe si perde davvero

C’è una distanza che la scheda tecnica non racconta. Un serramento certificato Uw 1,0 W/m²K è il valore della finestra in laboratorio. Il valore che conta per la classe energetica è quello del foro finestra montato: comprende il giunto, la battuta, il controtelaio e il modo in cui l’infisso dialoga con la muratura.

Quel valore reale lo decide la posa. Le voci che lo spostano sono concrete:

  • il rilievo: una misura sbagliata di pochi millimetri allarga il giunto;
  • la battuta e la sigillatura: nastri e schiume incompleti lasciano passare l’aria che la scheda non vede;
  • il controtelaio: un fissaggio fuori squadro lavora male per i 25 anni di vita del serramento.

La conseguenza pratica è netta: un capitolato può prescrivere il prodotto giusto e l’edificio restare in una classe più bassa del previsto, solo per come la finestra è stata messa in opera. Per il progettista il presidio della posa non è un dettaglio esecutivo, è parte del risultato energetico che porta la sua firma.


Le deroghe sui vincolati non cancellano la fisica

La direttiva Case Green esclude dagli obblighi i centri storici, gli edifici di culto e i piccoli fabbricati. È una deroga sulla norma, non sulla dispersione: un edificio vincolato continua a perdere calore come prima, e il mercato continua a valutarne la classe.

In centro a Bologna, dove la deroga è quasi la regola, il problema non sparisce ma si sposta sul come intervenire senza alterare la facciata e rispettando la Soprintendenza. Sui fori storici le misure non sono mai standard e le geometrie irregolari amplificano gli errori di posa. È un terreno tecnico, che approfondiamo nell’articolo dedicato ai vincoli.


Bonus 2026 ed ETS2: la convenienza si muove

Il quadro fiscale spinge a non rimandare. Tre date, senza allarmismo:

  • 2026: ultimo anno con l’Ecobonus al 50% sui serramenti, fino al 31 dicembre. Dal 2027 la detrazione si riduce;
  • 2027-2028: entra a regime l’ETS2, la nuova tassa europea sulle emissioni estesa al riscaldamento degli edifici, che farà salire il costo di scaldare un edificio inefficiente;
  • oggi: il mercato premia la classe, con le case efficienti che valgono fino a 70.000 € in più secondo lo stesso Speciale del Carlino.

L’incentivo cala mentre la tassa e la pressione del mercato vanno nella direzione opposta. Per chi progetta è un argomento concreto da portare al committente che esita.

L’accesso all’Ecobonus dipende dai requisiti di legge vigenti e va verificato caso per caso.


Direttiva Case Green: cosa presidiare nel progetto

Se il serramento è diventato una leva di classe, va trattato come tale già in fase di progetto e di capitolato. Tre cose concrete da non lasciare al caso:

Prescrivere la posa, non solo il prodotto

Nel capitolato la trasmittanza del serramento non basta. Vanno indicati il tipo di posa (giunto sigillato su tre lati, nastri, controtelaio) e il requisito di tenuta all’aria del foro montato. È la differenza tra un Uw dichiarato e un Uw che regge in opera.

Verificare chi posa, non solo cosa si compra

Chiedere il rilievo del foro prima dell’ordine, la qualifica di chi esegue la posa e, dove ha senso, una prova di tenuta a fine cantiere. Su un serramento ad alte prestazioni, posato male, si butta gran parte dell’investimento.

Collocare l’intervento nel 2026

Far rientrare la sostituzione degli infissi nella finestra fiscale ancora aperta quest’anno, con l’Ecobonus al 50% fino al 31 dicembre, prima della riduzione del 2027.


Conclusione

La direttiva ha messo la finestra al centro del valore di un immobile. La scheda tecnica dice cosa può fare quel serramento; la posa dice cosa farà davvero, una volta in opera. Per chi progetta, è lì che si vince o si perde il salto di classe.

Da 75 anni montiamo serramenti a Castenaso e in centro a Bologna, con posa interna e non terzista. Per un progetto di riqualificazione il punto di partenza è un confronto tecnico sul foro finestra: rilievo, stato della battuta, margine di classe recuperabile.

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